Se sei una persona che crea, attinge dalla propria immaginazione, disegna, scrive, compone, o se vorresti cominciare a dedicarti a discipline creative, ti sarai sicuramente imbattuto/a in questo famigerato blocco creativo e magari ti ci sarai ritrovato/a dentro, senza sapere come uscirne.

La prima cosa che si vorrebbe sapere è: “come faccio a superarlo e ad uscirne?”

Sarò sincera, non esistono soluzioni magiche e univoche per tutti ma ci sono alcuni suggerimenti che si possono mettere in pratica e, sicuramente, ascoltare esperienze altrui può aiutare a comprendere alcune dinamiche e, a proposito di questo, io posso raccontarti com’è andata per me e come sono arrivata allo sblocco creativo!

Già, preferisco usare la parola “sblocco”. 

Tutti ci blocchiamo, capita in molti ambiti della vita, non solo in quello creativo. Dobbiamo ricordarci però che, prima o poi, arriva il momento in cui ci si sblocca! Bisogna avere fiducia!

Questo blog in cui sei capitato/a, è una testimonianza del mio personale sblocco nel disegno, avvenuto dopo molti anni e questa casa digitale che ho creato ne è la rappresentazione.

“Ma perchè ci blocchiamo e soprattutto, perchè fa così paura?”

Molti conoscono bene quel momento, quel famoso attimo in cui si è davanti all’attività che si vuole svolgere e ci si chiede: “…e ora cosa faccio? cosa disegno? cosa scrivo?”. 

Altre volte, quella stessa attività viene addirittura evitata, procrastinandola di continuo e con una nuova domanda che ci attanaglia: “perché non voglio o non riesco a farla?”

Ecco, per me è cominiciato più o meno così, volevo disegnare ma non ci riuscivo!

Io faccio parte di quella fetta di persone che ha conosciuto i colori nell’infanzia e, senza rendersene conto, è finita a riempire ogni giorno con carta e matite fino al momento in cui, per tante vicessitudini, una matita non l’ha più presa in mano per molto tempo.

Ad un certo punto della mia vita, il disegno è tornato a bussare a quella porta, alla porta dei desideri e dei sogni e,  finalmente, gli ho permesso di entrare, scoprendo però, amaramente, di avere una resistenza molto forte.

Vorrei fare una precisazione prima di andare avanti e cioè che non tutti i blocchi durano anni, possono essere anche brevi e semplici da gestire, questa, è la mia personale esperienza, che può sicuramente essere diversa da quella di qualcun altro. Ciò che mi preme trasmettere però è il senso di fiducia e speranza perchè, Il blocco e l’evitamento, sono, in effetti, reazioni naturali dell’essere umano ed è giusto normalizzarle e non demonizzarle. 

Inoltre, prima ci abituiamo all’idea che non accadrà una sola volta e solo per periodi brevi e che potrebbero non scomparire con l’andare del tempo, e prima impareremo ad affrontarli.

La parola “blocco” fa un po’ paura, in effetti, perchè ha un’accezione negativa, fa riferimento a qualcosa che non è in movimento, che si è fermata e non porta a produrre, sembra quasi, una condanna.

In questo periodo storico, in cui tutto è iper veloce, pensare di stare fermi e non generare qualcosa, porta ad un senso di disagio.

In realtà, i momenti di stasi sono molto preziosi. Si pensa spesso che in quegli attimi “vuoti” non stiamo facendo nulla e invece è proprio in quei momenti che nascono le idee o il cervello elabora dei concetti.

Bisogna, perciò, imparare a rallentare e accettare questi momenti, anche se tutto intorno a noi scorre veloce.

Io mi sono ritrovata spesso, la sera dopo il lavoro, seduta alla scrivania, con lo sketchbook aperto, a fissarlo per qualche ora e poi richiuderlo senza un nulla di fatto.

Tanta voglia di fare ma allo stesso tempo il buio, un incubo.

Nella mia personale esperienza, metabolizzare il fatto che il bloccarsi nell’atto fisico del disegnare non era una cosa del tutto negativa, è stato un lungo viaggio.

Infatti, è vero, non disegnavo ma ci pensavo continuamente e mi impegnavo in attività collaterali che mi hanno aiutato a riavvicinarmi alla matita.

Ancora non lo sapevo ma il mio essere immobilizzata era il risultato di tanti piccoli blocchi, limiti mentali e fisici, ai quali avevo appena dato un là.

Cosa fare, quindi, in questi momenti? Come ci si sblocca?

 

Sicuramente, non dare troppo peso a quello che sta succedendo è un primo consiglio perché si potrebbe ingigantire una situazione che è più che fisiologica. Il rischio, infatti, è quello di allontanarsi ancora di più dal riprendere l’attività irrigidendosi con se stessi, fino a rinunciare.

Se non riusciamo a fare qualcosa, non sempre è colpa nostra. Bisogna ricordarsi che siamo umani e siamo influenzati da molti fattori, sia nell’arco della giornata che in quello della nostra vita e le nostre azioni o non azioni sono frutto di quello che viviamo.

Sii più gentile con te stesso/a e abbi fiducia, Un blocco potrebbe essere anche dovuto solo alla stanchezza.

Il restare fermi, è una condizione frustrante ma bisogna imparare ad ascoltarsi per capire da dove deriva. 

Potremmo essere stanchi, non positivi. 

Potremmo essere impegnati in altri compiti e attività che richiedono la nostra attenzione. 

Potremmo semplicemente non averne voglia. 

Ciò che spaventa di più è il non sapere il perchè di queste stasi, non tanto il foglio bianco in sè.

Quindi, se sospendiamo tutto un attimo e semplicemente proviamo a chiederci: “come sto?” potremmo darci una spiegazione e magari uscirne anche più velocemente.

Claude Monet scriveva continuamente su un taccuino i suoi disagi nei confronti della pittura e del suo essere artista e questo lo aiutava sicuramente a “visualizzare” le sue resistenze, a dargli un nome e, quindi, a trovare un modo per superarle e a rimettersi al lavoro.

Scrivere, infatti, è un modo per buttare fuori quei pensieri che viaggiano fin troppo facilmente nella nostra mente, i quali, spesso, bisognerebbe non assecondare.

Molti suggeriscono anche di staccare da quello che si sta facendo, uscire e fare due passi, guardare qualcosa che ci interessa o rilassa, dormire, ascoltare musica, fare tutt’altro, ed è vero, funziona, a volte non nell’immediato, ma funziona.

La tendenza è spesso quella di dire: “non posso fermarmi, devo finire, devo sbrigarmi, perderò tempo” ma non fermarsi potrebbe peggiorare la situazione perchè si tenderebbe a forzare il tutto. Fare una pausa per 5 -10 minuti o mezza giornata o un weekend (scadenze a parte), non può che far bene perchè si tornerà all’attività che si stava svolgendo con più positività e carica e magari, quel lavoro che si stava protraendo per ore, si riesce a finirlo in una.

Ti porto come esempio questo articolo: per farlo, mi ci sono volute settimane, lavorando nei ritagli di tempo. I primi giorni in cui ci lavoravo, non riuscivo a vederci niente di buono. Anche se la voglia di saperlo finito era forte, ho avuto i miei blocchi, ho rimandato la scrittura, mi sono presa i miei tempi, le mie pause ma, alla fine, è arrivato quel momento in cui tutto ha preso forma.

Un’altra cosa molto importante è quella di dedicare uno spazio fisico e mentale al disegno.

Sembra banale e scontato ma avere un posto dedicato alla propria attività agevola nel potersi dedicare ad essa, avere il materiale lì, pronto all’uso, è un’invito.

Anche ritagliarsi del tempo da dedicare alla lettura o alla ricerca nell’ambito dell’arte e del disegno o altri campi, aiuta a scoprire cosa c’è fuori e apre la mente, ispira.

Io ho scoperto di avere il bisogno di inserire una piccola parte artistica nel mio quotidiano, avevo sete di arte e colori, avevo passato troppo tempo lontano da tutto questo e avevo la necessità di avere tutto sotto mano e in bella vista. Quindi, mi sono creata un piccolo studio, ho esposto i miei colori e gli oggetti che mi facevano sentire un’artista e ho cominciato a cercare riviste di settore, libri, profili di artisti, community, corsi.

Prima di riutilizzare gli strumenti, ho dovuto ricostruire tutto il mio mondo e immaginario artistico ma anche ritrovare la fiducia in un mestiere che spesso viene considerato poco remunerativo.

Per me, è stato molto importante comprendere quanto sia necessario coltivare se stessi, capire le qualità che ci caratterizzano, i talenti che ci appartengono, scoprire i nostri gusti e ciò che ci appassiona.

A volte, si cerca fuori, scoprendo poi, che tutto quello di cui avevamo bisogno era già tutto lì, dentro di noi.

Se una parte di te vuole dedicarsi a questo, inizia dal piccolo!

Ascolta i tuoi ritmi, trova il tuo primo passo e vedrai che ne scaturiranno solo cose positive! 

A volte, sbloccarsi vuol dire solo ritrovare la fiducia in sé stessi.